giovedi 2 aprile – h 23.00 (spoken-word)
venerdi 3 aprile – h 23.00 (sound performance)
sabato 4 aprile – h 23.00 (environment)


Palazzo Vizzani

Graham Lambkin (GB)

Tradewinds

spoken-word, sound performance, environment, prima italiana, produzione Xing/Live Arts Week

Tradewinds è il titolo di una sessione tripartita che Graham Lambkin presenta nel corso della sua permanenza a Palazzo Vizzani, tra field recordings, improvvisazione elettroacustica e spoken-word. Come preannunciano i venti evocati dal titolo, Lambkin trasporta i detriti sonori del mondo esteriore distillandoli in un corpus musicale dal fascino sottile e ipnotico. Segni ambivalenti, attraversati dal caso, per un artista poliedrico (diremmo un sound organizer più che un music maker) che mira a raggiungere ‘il fondo’ della musica, accogliendo nella composizione sonora il non pianificato e ciò che accade da sé. “Si deve ascoltare il vocabolario di uno spazio”. Si tratta, per chi crea come per chi ascolta, di un esercizio di ‘lettura’ della realtà che richiede un’attenzione particolare nel collezionare e tenere uniti i diversi stimoli che popolano lo spazio acustico, a volte in modo sparuto e microscopico, altre intercettando la frazione più prossima di un caos inestricabile. A sera tarda, le stanze del Palazzo – che fu una dimora storica- ospitano i suoni e gli umori di Tradewinds, proiettati nel silenzio di una casa vuota e ricreando l’intimità di una musica da camera. Avremo modo di condividere piccoli e grandi spaccati di una vita vissuta, in un’oscillazione tra documentazione e narrazione, contraddistinta in certi momenti, da un sinistro minimalismo compositivo, quasi il segno di un presagio.

Graham Lambkin, nato a Dover in Inghilterra, vive a New York. E’ un artista/editore multidisciplinare che si muove in ambito sonoro e visivo, con un interesse per la testualità e la parola. Lambkin è noto dai primi anni ’90 con la formazione musicale amatoriale The Shadow Ring, che fonde un’estetica D.I.Y. post-punk con la musica folk, un’elettronica erosa e giochi di parole surreali, per creare un suono ibrido unico che lo distingue dai suoi pari e continua a esercitare un’influenza oggi. Dopo lo scioglimento di The Shadow Ring Lambkin ha pubblicato una serie di dischi in solo dalla grana assolutamente originale, tra cui No Better No Worse, Salmon Run, Amateur Doubles e Community, e intrapreso una serie di progetti collaborativi con artisti del calibro di Joe McPhee, Keith Rowe, Moniek Darge, Jason Lescalleet, Michael Pisaro e Áine O’Dwyer. La sua produzione visiva è cupa e celebrativa ed esplora temi come l’ambiente, l’ecologia e la decadenza con una sfumatura poetica che tradisce il peso della materia. Ha avuto mostre personali a New York, Los Angeles, Stoccarda, Colonia, e sono state documentate in cinque volumi dalla Penultimate Press di Londra. Un spirito comune di collisione tra il familiare e l’inquietante, informa le sue performance e mostre di testi e i suoi spoken-word. Le sfaccettature prosaiche della vita cedono a influssi onirici mordenti, allo stesso tempo banali e bizzarri. Lambkin ha presentato le sue opere a livello internazionale in luoghi come il Whitney Museum of American Art, New York, The Kitchen, New York, The Sibelius Museum, Turku, Vassar College, NY, Café OTO, London, CALarts, CA, New Museum of Contemporary Art, Brooklyn, New York, Fylkingen, Stoccolma, e ha pubblicato tre volumi di testi. Nel 2001 Ha fondato l’etichetta Kye, che ha pubblicato oltre 60 edizioni audio di artisti come Philip Corner, Gabi Losoncy, Malcolm Goldstein, Joe McPhee e Matthew Revert, oltre a importanti raccolte archivistiche di Anton Heyboer, Moniek Darge, Henning Christiansen e Shadow Ring di Lambkin.

www.grahamlambkin.com