venerdì 3 aprile – h 21.00


Teatro Auditorium Manzoni

Mette Edvardsen/Matteo Fargion (N/B/GB)

Penelope Sleeps

opera, prima italiana

Penelope sleeps è un’Opera al grado zero. Nasce da un’idea di Mette Edvardsen e Matteo Fargion che affrontano con un approccio decisamente sperimentale questa forma appartenente alla tradizione europea: i rapporti tra vocalità e musica, lo spazio e le dimensioni, si rifanno all’immaginario operistico, ma lo trasformano in poche linee essenziali. Il libretto è un essay che segue regole sue proprie. Storie e materiali diversi si mescolano, coesistendo senza creare unità. Essay deriva dal francese essayer, che significa provare, tentare; opera, in italiano, significa operare, lavorare. In questa prova di lavoro si apre uno spazio. “Il materiale su cui lavoro è il linguaggio. Per anni ho lavorato su domande relative alla scrittura, pensando la coreografia come scrittura. Esiste una concezione più ampia dello scritto, non in opposizione al corpo o al movimento, ma come loro estensione. Scrivere implica testualità ma anche composizione, il mettere assieme tutti gli elementi e i materiali in uno spazio, compresi il tempo e la presenza.” Nell’atmosfera sospesa di quest’opera-sogno le relazioni tra una donna, il mondo e l’altro, si fanno e si disfano. Penelope non è qui la figura del mito omerico, almeno non in senso letterale. Vi figura a suo modo, più intessuta che tessitrice, evocata da una voce parlata e cantata, e da una musica d’armonium e synth, che creano un mondo intimo e minimalista, in cui siete invitati a distendervi.

Mette Edvardsen, artista norvegese, vive e lavora fra Bruxelles e Oslo. Si muove nel campo delle performing arts come coreografa e performer. Sebbene si esprima anche col video e la scrittura, il suo interesse ruota comunque intorno alle arti performative intese come pratica e contesto. Ha lavorato per molti anni come danzatrice e performer in diverse compagnie e progetti. Dal 2002 ha cominciato un percorso autoriale autonomo, presentando le sue performance nel panorama internazionale. Tra le produzioni, oltre la serie sui limiti del linguaggio Black (2011), No Title (2014), We to be (2015), oslo (2017), spicca Time has fallen asleep in the afternoon sunshine (2010>in corso) basato sulla pratica di memorizzazione di testi. Il processo, tuttora in corso, è stato presentato in oltre 30 città di tutto il mondo, assistendo alla nascita di una comunità di 70 libri viventi in tredici lingue. Ha realizzato l’opera Penelope Sleeps (2019) con le musiche di Matteo Fargion, e assieme a Jonathan Burrows, Matteo Fargion e Francesca Fargion ha creato Music For Lectures/ Every word was once an animal (2018). Ha pubblicato Not Not Nothing (2019) e il libro su Time has fallen asleep in the afternoon sunshine (2019) in occasione della osloBIENNALEN 2019. Il Black Box Theatre di Oslo le ha dedicato una retrospettiva nel 2015 e il MACBA di Barcelona un focus nel 2018. È ricercatrice presso la KHIO – National Academy of the Arts di Oslo.

www.metteedvardsen.be

Matteo Fargion è musicista, compositore e performer di origine italiane, vive a Londra. Ha studiato composizione con Kevin Volans all’Università di Natal in Sudafrica, poi con Howard Skempton a Londra. Il suo interesse per la danza contemporanea è iniziato, dopo aver visto la Merce Cunningham Dance Company. Questa esperienza lo ha incoraggiato ad iscriversi al Corso Internazionale per Coreografi e Compositori dove ha incontrato nel 1988 il coreografo e performer inglese Jonathan Burrows, per cui ha composto vari pezzi. In seguito la relazione si stabilizza nel duo Burrows/Fargion con la produzione di 11 duetti che continua ad essere presentata in tutto il mondo. Matteo Fargion ha scritto musica per il teatro per diverse produzioni dirette da Elmar Goerden e Thomas Ostermeier. Ha anche collaborato con coreografi tra cui Siobhan Davies, Russell Maliphant, Lynda Gaudreau, Noé Soulier e Mette Edvardsen, e tiene seminari di composizione al P.A.R.T.S. di Brussels. Tra i lavori recenti: The Solo Piece (2018), il quartetto Music For Lectures/Every word was once an animal (2018) con Mette Edvardsen, Jonathan Burrows e Francesca Fargion, Flowers (we are) con Claire Croize, We Have to Dress Gorgeously, un’opera punk fatta con Andrea Spreafico per il Borealis Festival di Bergen, il progetto speciale con Burrows & guests, Hysterical Furniture, e la serie di ritratti on line 52 Portraits (2017).

Angela Hickx, cantante lirica (soprano), vive a Londra. E’ una cantante versatile, esperta in repertori diversi: oratorio, musica medievale, rinascimentale, musica da camera, musica per il teatro, recital con organo, pianoforte e liuto. Da quando ha intrapreso la sua carriera musicale, si è esibita a livello internazionale, affermandosi come specialista nel repertorio barocco. Fa parte di numerose formazioni inglesi di rilievo, tra cui The Monteverdi Choir, diretto da John Eliot Gardiner, con il quale compare sia come solista che come parte del coro. È anche membro di Ex Cathedra (Jeffrey Skidmore) e Dowland Works (Emma Kirkby). Recentemente è apparsa nel film premio Oscar The Favorite accanto a Emma Stone e Rachael Weisz, in cui canta Henry Purcell. Ha cantato come solista (Bach – La Passione secondo Matteo e le cantate con John Eliot Gardiner, e La Passione secondo Giovanni con Jeffrey Skidmore) nelle principali sale da concerto nel Regno Unito e in Europa, tra cui la Filarmonica di Berlino, la Cappella reale della Reggia di Versailles, St John’s Smith Square e Birmingham Symphony Hall. Nel 2016 ha inciso come solista col Coro di Monteverdi la Cantata BWV 151 di Bach con la casa discografica Soli Deo Gloria. Recentemente ha interpretato il ruolo di Cupido nel Semele di Handel diretto da John Elliot Gardiner alla Teatro alla Scala.

www.angelahickssoprano.com


testo Mette Edvardsen
musiche Matteo Fargion
performers Mette Edvardsen, Matteo Fargion e Angela Hicks
luci e supporto tecnico Bruno Pocheron
costumi Anne-Catherine Kunz
sottotitolazioni e supporto produttivo Cillian O’Neill
produzione Mette Edvardsen/Athome, Manyone & Eva Wilsens
co-produzione Kaaitheater & Kunstenfestivaldesarts (Brussels), BUDA (Kortrijk), Black Box teater (Oslo), Teaterhuset Avant Garden (Trondheim), BIT Teatergarasjen (Bergen), centre chorégraphique national de Caen in Normandie (France), apap-Performing Europe 2020 – a project co-founded by the Creative Europe Programme of the European Union
residenze Black Box teater (Oslo), MDT (Stockholm), Kaaitheater (Brussels)
con il supporto di Norsk Kulturråd, Norwegian Artistic Research Program – Oslo National Academy of the Arts