sabato 28 marzo – h 22.00


Spazio Hera

Cristina Kristal Rizzo/Charlie Laban Trier (I/DK/NL)

Hypernating 

performance

Il suono potrebbe essere l’elemento più sottile del materiale percettibile. In Hypernating CKR e CLT esplorano le possibilità e i bordi di una voce narrante. Una voce ‘fuori luogo’, che diventa molteplici voci, portata da un trans-corpo. Queste voci narrano, senza voler mai dichiarare, un testo o delle storie come messaggi misteriosi e seducenti. Sono voci che evocano immaginari a metà tra il corporeo e il visionario e danno forma a spazi capaci di essere abitati da immaginazioni e sogni immateriali. Voci cieche come quella dell’Oracolo Tiresia, che sono come un canto ma con la qualità di un playback, come se fossero completamente distaccate dalla materia organica. CKR e CLT si chiedono se queste voci possono proporre una promessa al buio, l’assenza di una soggettività come potenziale apparizione per un altro corpo, per un’immagine artificiale che appare e scompare nell’oscurità della visione. Mettono in discussione la realness di una voce e ci chiedono di fare una passeggiata nell’Uncanny Valley. Cercano modi per creare e poi decomporre le immagini, così da non essere mai interessati a definire il riconoscimento di una figura e, per far questo, ci chiamano all’oscurità, a stare in uno spazio buio. Le immagini si modellano fisicamente in luccichii che immediatamente vengono riassorbiti nella materia viscosa del buio. La scena è abitata da oggetti e dispositivi che perdono la loro funzione per divenire qualcosa d’altro, come tracce di un tempo super-illuminato, che ancora si trattiene nell’ossessione della limpidezza/sensazione come riconoscimento di una realtà biologica. La pièce è una specie di racconto del corpo, un monologo interiore che diventa un potenziale discorso collettivo, forse è una canzone d’amore – o la trama di una collisione artificiale che modula l’apparizione diffusa di un misterioso disegno.

Cristina Kristal Rizzo, dancemaker di base a Firenze, è attiva sulla scena della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni ’90. E’ tra i fondatori dello storico collettivo Kinkaleri, con il quale ha collaborato attivamente sino al 2007 attraversando la scena performativa internazionale e ricevendo numerosi riconoscimenti. Dal 2008 ha intrapreso un percorso autonomo di produzione coreografica indirizzando la propria ricerca verso una riflessione teorica dal forte impatto dinamico, tesa a rigenerare l’atto di creazione e ad aprire riflessioni sul tempo presente, affermandosi come una delle principali personalità della coreografia italiana. Tra le sue ultime creazioni: TOCCARE – The white dance, ULTRAS sleeping dances, VN Serenade, Prélude, ikea, BoleroEffect. Alla circuitazione degli spettacoli affianca un’intensa attività di proposte sperimentali, conferenze, laboratori, alta formazione e scrittura teorica. Come coreografa ospite ha creato per i principali Enti Lirici e istituzioni italiane e straniere tra i quali Teatro Comunale di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino, Balletto di Toscana Junior, Aterballetto.

www.cristinarizzo.it

Charlie Laban Trier è un musicista e dancemaker di Copenhagen di base ad Amsterdam. Ha conseguito la laurea presso la SNDO (School for New Dance Development) nel 2018. Uno dei punti centrali del suo percorso riguarda l’incarnazione di pratiche performative che attuino un rovesciamento dello sguardo. Il suo interesse è migliorare lo spazio di agibilità per i corpi: un approccio al lavoro influenzato dalla sua appartenenza a diverse scene queer e alla scelta di vivere come una persona transgender. Tra le collaborazioni recenti come performer: Paul Maheke, Beck Heiberg, Michele Rizzo, Noha Ramadan, Keren Levi, Phoebe Osborne, Andreas Hannes. Dal 2015 lavora per e con Cristina Kristal Rizzo.


di e con Cristina Kristal Rizzo, Charlie Laban Trier
con il sostegno di Centrale Fies / Live Works Vol.7